Il rilascio della versione 5.0 di WordPress, avvenuto solo pochi giorni fa, ha portato un certo movimento all’interno della community: non solo perché viene lanciato Gutenberg, il nuovo editor che va a sostituire quello presente fino ad ora e che tutti conosciamo, ma anche perché sono molti coloro che, presi dalla “foga del momento”, si sono buttati ad aggiornare il loro sito web, andando a ritrovarsi con problemi di compatibilità fra temi e plugin.

Oltre a fare sempre una copia di backup del proprio sito prima di effettuare un aggiornamento di questo tipo (naturalmente occorre effettuare un backup sia del filesystem che del database), occorre anche andare ad aggiornare i componenti con un certo ordine. Risulta sempre meglio, infatti, aggiornare:

  1. Plugin
  2. Temi
  3. WordPress

 

Perché aggiornare i componenti di WordPress in quest’ordine?

La risposta è, in realtà, piuttosto semplice, e sono molto spesso gli stessi sviluppatori di temi e plugin che ce la forniscono. Chi sviluppa questi componenti professionalmente, va a svilupparli sulle release beta di WordPress, in modo da renderli compatibili con la futura versione del CMS. Se aggiorniamo prima questi componenti sappiamo, con un livello di certezza piuttosto elevato, che saranno compatibili con la versione di WordPress che andremo ad installare a breve, e quindi i casi in cui si possono creare errori sono relativamente più bassi.

Se invece aggiornassimo WordPress prima di temi e plugin rischiamo di creare delle situazioni in cui, temi e plugin, non riescono a “interfacciarsi” correttamente con la nuova versione di WordPress e, di conseguenza, vengono a generarsi degli errori che potrebbero persino impedirci di andare ad aggiornare, in un secondo momento, i temi e i plugin in questione.

 

Quando aggiornare WordPress?

Rimane comunque sempre buona norma non lanciarsi negli aggiornamenti delle nuove versioni di WordPress su siti lanciati: pur essendo state in fase beta a lungo è molto probabile che siano ancora presenti molti bug. Meglio sempre aspettare qualche settimana per verificare il rilascio di qualche minor-update, oppure, lanciare l’aggiornamento su una versione di sviluppo in modo da poter verificare la presenza di eventuali problematiche e bug.